La ferita e il tempo sospeso, la voce degli studenti

La ferita e il tempo sospeso, la voce degli studenti.

l'iniziativa del Liceio "P.E. Imbriani"

La copertina del volume

Mettere per iscritto pensieri e riflessioni maturate nel tempo sospeso dell'emergenza, provare a raccontare la condizione di fragilità che tutti hanno toccato con mano, a partire dalle nuove generazioni. E' l'idea da cui nasce il volume "La ferita" che raccoglie i lavori realizzati dagli studenti del liceo Imbriani, tra versi e pagine di diario, con il coordinamento dei professori Santa Capriolo e don Antonio Fucci e del dirigente Sergio Siciliano. "Una pubblicazione per dare voce ai ragazzi - scrive la professoressa Capriolo - e comprendere come hanno vissuto questi giorni di spaesamento e caos, quali sono stati gli strumenti che li hanno aiutati a resistere, dal ruolo svolto dalla scuola alle famiglie, dai media ai social". La scommessa era quella di "renderli protagonisti, consegnare loro uno spazio che sentissero come proprio, in cui sentirsi liberi di esprimere speranze, emozioni, paure", nella convinzione che "mettere per iscritto le loro paure potesse essere uno strumento per comprendere sè stessi, per dare un senso alle giornate, per aiutarli a superare le distanze e sentirsi uniti, mai soli". Un itinerario dal buio alla luce, come spiega don Antonio Fucci, poichè " Se ascolto, intorno a me/oltre il silenzio assordante/sento gli uccelli cantare festosi e non c'è angoscia nelle loro armonie/nè incertezza nei loro voli"